Considerati i valori mostrati in campo, il risultato finale può considerarsi quello più giusto. Como e Varese chiudono con una rete per parte un derby tanto atteso quanto quasi surreale per l’atmosfera respirata sugli spalti. La tifoserie organizzata dei lariani ha infatti deciso di seguire la partita fuori dallo stadio, un gesto di solidarietà nei confronti dei rivali biancorossi, cui la Prefettura ha vietato la possibilità di raggiungere il settore ospiti del Sinigaglia.
PRIMO TEMPO - Passiamo al match, iniziato con piglio grintoso dal Como, incapace tuttavia di creare pericoli seri alla porta di Moreau. Decisamente più pericoloso l’avversario, quadrato e compatto, abile nelle ripartenze per merito di Carrozza e del capitano Grossi, ma è soprattutto il centravanti Ebagua a rendere difficile la vita dei difensori comaschi. Dalla pressione del numero 9 nasce al 25’ il grossolano tentativo di retropassaggio, e il gol del vantaggio: Ebagua intercetta il pallone, si invola da solo in area, e mette a lato di un incolpevole Malatesta. Sulle panchine saltano i nervi, con i due tecnici Fantoni (vice dello squalificato Di Chiara) e Sannino allontanati dal direttore di gara Viti. I giocatori mantengono invece i nervi saldi, quelli del Como provano una reazione allo svantaggio, ma Cozzolino, Ezio Brevi e il giovanissimo Mbida si mostrano imprecisi.
SECONDO TEMPO – Pronti e via, ed ecco che c’è subito un gol annullato al Varese per fuorigioco di Camisa al momento della punizione calciata in area da capitan Grossi. Il Como non si spaventa, il centrocampo e le fasce garantiscono maggiore appoggio all’azione rispetto ai primi 45 minuti. Il resto lo fa Cozzolino rendendosi pericoloso con triangolazioni e azioni personali. Sul cross messo in area al 10’ da Bruno è lui che intercetta in area, per poi venire steso dai centrali varesini. Rigore ineccepibile, che Franco trasforma: 1 a 1. Il Varese crolla fisicamente, gli avanti non ricevono mai palloni giocabili, e gli innesti di Momentè, Gambadori e Gentili migliorano solo parzialmente la situazione. Con l’ìnnesto di Guazzo e Kalambay, al posto dei deludenti Facchetti e Bruno, l’attacco lariano diventa più incisivo, raccoglie angoli e calci di punizione, ma di fatto non crea più situazioni di pericolo.
Claudio Riccardi
Comentarios (0)