L'Hellas Verona spazza la Virtus Lanciano per 3-0. Dopo l’esordio con vittoria corsara a Reggio Emilia di domenica scorsa, la Virtus Lanciano di Dino Pagliari si presenta per la prima volta in campionato davanti al suo pubblico, per testare le ambizioni di alta classifica, di fronte a un Verona reduce dal pareggio casalingo a reti bianche contro il Foggia. L’allenatore dei rossoneri conferma l’undici vittorioso a Reggio con Masini e Colussi a far coppia in attacco, mentre l’ex Morante e il neo-acquisto Improta si accomodano in panchina. Stesso discorso per Remondina che non cambia gli interpreti e manda in campo il consueto 4-3-3 con Selva punta centrale supportata dall’ex perugino Berrettoni e da Ciotola.
L’inizio di gara è subito di marca frentana, con Sansone, senza ombra di dubbio il migliore dei suoi, che prima non arriva di un soffio su un traversone dalla sinistra di Mammarella e, due minuti più tardi, fa gridare al gol tutto lo stadio, con una gran conclusione da fuori area di sinistro che sibila vicinissima all’incrocio dei pali. Dopo l’avvio deciso del Lanciano è però la formazione gialloblù a passare inaspettatamente in vantaggio: al 14’ Di Cecco perde malamente un pallone a centrocampo regalando un contropiede facile facile a Selva che serve l’accorrente Pensalfini il quale, solo davanti all’estremo difensore rossonero, lo batte con freddezza di sinistro. La reazione dei padroni di casa tarda ad arrivare, anzi è ancora il Verona che, un minuto più tardi, va vicino al gol del raddoppio con un destro telefonato da 25 metri di Russo che per poco Aridità non trasforma in gol con un maldestro tentativo di bloccare la sfera. E’ solo il preludio al 2 a 0 che arriva al 27’ quando l’ottimo Cangi affonda sulla fascia destra e mette al centro un cross teso che l’incerto Aridità smanaccia goffamente, depositando il pallone sui piedi di Ciotola per il più comodo dei tap-in. Un minuto più tardi la Virtus trova il gol dell’1 a 2 con Sansone imbeccato da un passaggio delizioso di capitan Colussi, ma l’arbitro Palazzo di Ciampino annulla per un fuorigioco a dir la verità molto dubbio. I tentativi di rimonta della squadra di casa si esauriscono sul finire del primo tempo con il solito Sansone che al 38’ costringe il portiere veronese Rafael ad un grande intervento su un suo tiro da fuori e al 45’ si inventa un tocco smarcante per Di Cecco, solo in area di rigore, che perde il tempo della battuta e si fa ribattere la conclusione in calcio d’angolo. Nel secondo tempo Pagliari prova a dare la scossa inserendo un altro ex, l’uzbeko Zeytulaev, al posto di un impalpabile Mammarella schierato troppo avanzato e quindi fuori ruolo, ma non c’è più partita, con il Verona che, dato il maggior tasso tecnico dei suoi, su tutti Berrettoni e Pensalfini, due giocatori di categoria superiore, sale in cattedra e comanda a suo piacimento il possesso del pallone ed il ritmo del gioco. I gialloblù dimostrano di essere una delle squadre più accreditate per la promozione, accumulando almeno altre 4-5 nitide palle-gol per arrotondare il risultato, e giocando un calcio bello e arioso, a differenza di quello dei locali, che manovrano in maniera troppo lenta e prevedibile, complice anche una pessima giornata dei due centrocampisti centrali Sacilotto e Di Cecco. Proprio Di Cecco rischia di combinare un’ennesima frittata al 54’, quando tarda a liberarsi del pallone e manda Ciotola a tu per tu con Aridità, ma l’autore del raddoppio gialloblù calcia in maniera debole divorandosi il gol del 3 a 0. A quel punto è Berrettoni che decide di mettersi in mostra: prima al 56’ fa le prove generali del gol, con un gran tiro al volo che trova la risposta di Aridità e poi lo mette a segno al 62’ quando, servito dal compagno di reparto Selva, in contropiede infila l’estremo difensore rossonero con un preciso sinistro sul primo palo. Nell’accademia finale c’è spazio anche per il giovane sudamericano Farias, classe ’90 dai piedi raffinati, che sfiora il 4 a 0 su invito di un Andy Selva in versione assist-man. Nelle file della Virtus, Pagliari dà spazio a Morante, bersagliato dai suoi ex-tifosi, e al nuovo arrivato Improta, al posto di Colussi e di un deludente Di Cecco, modellando un 4-2-4 con Sansone spostato al centro del campo, che non produce gli effetti sperati, ma che anzi espone la difesa retta dal fiero Oshadogan ai continui attacchi dei veneti. Il 3 a 0 finale è il giusto risultato di una partita che rischia di inferire un duro colpo alle ambizioni di vertice della Virtus Lanciano, mentre candida decisamente il Verona ad un ruolo da protagonista. Da segnalare al termine della gara i pesanti fischi indirizzati a tutta la squadra locale, eccetto il numero 7 Sansone, l’unico rossonero ad essere applaudito dai tifosi, certamente scontenti per una prestazione complessivamente scialba e priva di carattere, mentre il Verona è uscito dal campo tra gli applausi di tutti gli spettatori del Guido Biondi, dimostratisi nell’occasione davvero molto sportivi.
Carlo Graziani
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